sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


martedì 1 febbraio 2011

bad things & headache

Nuvole e mal di testa rovinano un sacrosanto giorno di riposo.
Un giorno in cui si entra per la prima volta nella propria casa vuota.
un giorno di anima meno controllata, meno forte, quando si scatena la parte peggiore.
E ci si ritrova possessivi coatti per naturale predisposizione.
Possessivo retroattivo, non geloso,  verso le donne che ha avuto, baciato, preso, accolto con lo sguardo, le braccia e il corpo intero.
Lo stesso sguardo, le stesse braccia, e lo stesso corpo che hanno accolto lui in un'effimera complementarità dell'essere.
E intanto sale dal collo, la cefalea a grappoli, che sfonda una dopo l'altra le dighe di legno e fango che a malapena contengono questi pensieri egoisti, maligni, invidiosi, possessivi verso ogni donna che ha avuto e ora invece ha qualcun altro.
e se gli scappa una santa imprecazione a chiosa... è sacrosanta e legittima!

[Ingoia tre moment a secco e s'infila sotto le coperte maledicendo se stesso e il mondo intero e se ne frega di tutto e tutti oggi Jack è cattivo anche nei suoi confronti che di motivi di gioirne ne ha uno ben valido]

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