sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


giovedì 29 settembre 2011

Another me

Ho spostato il letto.
Non sopportavo più il riflesso dello specchio.
Non odio quello che vedo, ma quello che ci ho visto in questi mesi.
(Ri)guardo quei corpi stretti e ansimanti, le mie mani sui fianchi, le bocche sui sessi, i seni dondolanti o costretti e prigionieri in una presa forte e decisa.
Riflette quelle specchio, elabora, e mostra quello che è stato il lato giusto delle cose, quello che non capivo mai:
Il rovescio di me stesso, quello giusto,  era sempre dall'altra parte, attraverso lo specchio, a mostrarmi che non davo quello che volevano, non mi davano quello che volevo.
Ogni volta che sono stato scopato mentre facevo l'amore
Ogni volta che scopavo mentre facevano l'amore con me.

(Another me lives another life)(I've always dreamed)
(Another me exists somewhere)
(Why can't I live that life there?)
(Please let me be ... the other me)

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