sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


giovedì 21 aprile 2011

Neverland

Suppongo che sia tutta opera del coccodrillo che fa tictac,vero?
Il tempo rincorre tutti noi. (Neverland)
Nascere è solo il cammino verso un appuntamento che non possiamo disdire.
Quello che ignoriamo da bambini è che nel momento in cui incominciamo ad esplorare il mondo che ci circonda dall'altra parte della città c'è un ombra che s'incammina verso di noi.
Per questo mi chiedo perchè non c'insegnano a morire fin da bambini?
Dovrebberlo insegnarcelo insieme ad attraversare la strada o ad allacciarci le stringhe delle scarpe; cosi da far diventare la morte un'abitudine o un pensiero che non ci spaventi più di tanto.
Aver paura della morte significa anche aver paura della vita.
E io ho paura di entrambe.
Paura di morire, paura di veder morire chi mi è accanto e paura del dolore che proverò.
Lo ammetto mi piacerebbe pensare alla morte così come penso alla lista della spesa.

4 commenti:

  1. una volta lo insegnavano. a morire fin da bambini. ad essere a contatto con la morte fin da giovane età. abbiamo perso l'abitudine.
    "Aver paura della morte significa anche aver paura della vita." non lo so. non mi convince come concetto.

    RispondiElimina
  2. Mi sento solo di dire che per quanto ti possano abituare all'idea, vedere una persona cara morire, perderla davanti ai tuoi occhi genera un dolore a cui non è possibile prepararsi....

    RispondiElimina
  3. @Did eppure è così... oramai la morte è uno spettacolo finto visto in tv ogni giorno, e questo la sminuisce, ci spoglia del vero senso di quello che rappresenta, del fatto che oggi ci siamo e domani no... e il carpe diem va a farsi benedire.
    @Marcella non ci si abitua mai all'idea... non ci si abitua mai... come stai?

    RispondiElimina
  4. avevo scritto un commento che poi è sparito...
    @did&Marcella
    non ci convince perchè siamo esseri con dei sentimenti. Possono anche insegnarci a convivere con l'idea che un giorno non saremo più vivi su questa terra, ma per quanto ci si possa abituare, non saremo mai in grado di abituarci alla departita di un nostro caro... per questo a volte penso che preferirei sparire io prima delle persone che amo, perchè il dolore è troppo forte, e per quanto possiamo combatterlo o metabolizzarlo rimane sempre come un fischio continuo nella mente e nel corpo.
    @Marcella... :*

    RispondiElimina