Un bicchiere di rum 23 years old accanto ad un vaso con poca acqua e abbondante ghiaccio.
Bevi alternando la bocca sul bordo dei due bicchieri, un sorso di liquido caldo dal retrogusto dolce, e uno di acqua gelida a pulire le papille sulla lingua.
Si scalda il cuore così: ingannandolo con i gradi dello spirito.
Ci si prepara alla notte e al freddo del vento che ti lambisce le mani e il viso, mentre tagli l'aria della consolare che si poggia sui confini della metropoli. Macini l'asfalto velocemente nel timore che l'effetto termico dell'alcool svanisca e te ne freghi dell'utilitaria, che ti si affianca ad ogni semaforo rosso, e da cui partono gli sguardi furtivi della donna sul sedile posteriore.
Hai solo voglia di tornare a casa e te ne freghi se boato delle marmitte che rimbomba dal motore su di giri potrebbe svegliare al città, anzi ad esso accordi il tuo urlo, quello più intimo, segreto...
Quasi uguale alle primo vagito.
sullo scrivere
Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.
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