sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


giovedì 12 maggio 2011

In tre atti

 

Dieci anni fa [edit: e qualche giorno fa] te ne sei andata... e stamattina svegliandomi mi sembra di avere il tuo sapore sulle labbra.
E in quei giorni rimango, a volte bloccato come in una boccia di neve artificiale, quando ci buttavamo sul letto della tua casa al mare, con i termosifoni spenti e la luce staccata per non farci scoprire dai vicini.
In quella casa dividevamo la notte in due atti:
Primo atto
-Solonoi- 
Ci avvolgeva una coperta che sapeva d'armadio chiuso, che il bouquet della tua pelle, delle tue labbra e del tuo sesso, annullava fin dal primo bacio. Ci avvolgevamo dentro di essa come due bachi in attesa di diventare farfalle, scoprendoci sulla punta della lingua, delle dita, dei confini dei nostri corpi che entravano a contatto...
Secondo atto
-senzadinoi- 
Anche se senza di noi non lo eravamo mai perchè a farci compagnia c'era ancora una parola in più prima che si scaricasse la batteria del cellulare e il profumo con cui ci eravamo inzuppati la pelle e i vestiti.

Dieci anni fa... 
27 anni e mi sentivo adulto quando mi lamentavo per il trucco con cui t'impiastricciavi la faccia e tu dallo specchio mi sorridevi prendendomi in giro perchè sembravo tuo padre...

Stamattina l'ho percepito quel tuo sorriso. Nascosto nel forte riflesso di un raggio di sole, ma se tu sei sempre rimasta la stessa nei ricordi che ora raffiorano, io non sono più quel ragazzino.

Terzo atto. 
-senza te- 

 

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