sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


lunedì 12 settembre 2011

Septermber

Deve cambiare questo clima che siamo a settembre: mese di fichi tardivi e castagne precoci.
Deve cambiare! Che il limite della mia sopportazione alle giornate troppo calde -troppo estive, troppo aride- è oramai agli sgoccioli.
Ci sono le stagioni ed è giusto rispettarle cara madre natura; quindi benvengano i temporali a rifocillare la terra arida affamata di liquidi, incomincino a fioccare le foglie rosse e gialle linfa vitale per funghi e per il mio senso dell'odorato bisognoso di aria umida ricca di mosto e muffa.
La verità è che sono rimasto un bambino e non me ne vergogno; a settembre disegno con l'anima sui fogli della mia immaginazione cesti d'uva e ricci spaccati con la castagna che fa capolino, mentre fantastico ancora di orsi e marmotte con la vestaglia da notte, la papalina in testa e un moccolo di candela nella zampa intenti a chiudersi nelle loro tane fino al primo giorno di primavera.
Per questo ogni giorno spio le foglie sugli alberi mentre mi chiedo:
"Arriva o no 'sto maledetto autunno?"
Che è tempo anche per me di chiudermi in letargo in una grotta...

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