Jack odia tornare alla routine.
Odia il suo lavoro, l'odiava già dopo 2 settimane dall'assunzione, quando iniziò ad osservare i suoi colleghi che entravano nell'enorme bocca del moloch affamato delle loro 8 ore di vita quotidiana.
Un mostro che continua a non capire, ad osservare, cercando una maledetta crepa, una ruga, un punto debole dove attaccarlo.
[Jack sa che il moloch si nutre delle nostre paure, più lo temiamo, più ci sembra un immenso monolite liscio impossibile da scavare, e che per sconfiggerlo basta annullare le sue paure... e non è mica facile eh!]
sullo scrivere
Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.
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mio adorato Jack combattere il moloch è un'ardua impresa ^__* una carezza di seta. p.s.b.
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