sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


domenica 30 gennaio 2011

Father

Primo pomeriggio:
la strada porta verso il mare, ma la prossima uscita ti spedisce dritta verso l'infernale portale di un centro commerciale.
C'è traffico, Jack rischia di fare tardi a lavoro, impreca ad ogni macchina che sorpassa, maledice quella che gli taglia la strada per imboccare la strada per l'inferno troppo in fretta e con una manovra brusca.
Manca ancora molto allo svincolo, ma già c'è un verme di macchine prossime alla sosta. Camminano piano, s'intrecciano malamente come i denti di una zip rotta, due file in una, prima la macchina destra poi quella a sinistra... destra,  sinistra... destra,  sinistra... destra... destra -è la macchina del solito prepotente che lotta per guadagnare due metri di vantaggio- quelli che odia di più, come quelli che accelerano per non far passare i pedoni sulle strisce anche se il semaforo a 100, 50, 25 metri di distanza e rosso e dovranno comunque fermarsi... [divago]
Passato lo svincolo, la strada torna vuota, quasi vuota... rimangono le macchine di corre in aeroporto per partire, per andare a prendere un parente, la bella, il bello, per andare a lavorare.
Dopo l'aeroporto invece è deserta, pochi vanno a trovare il mare d'inverno, Jack è tra questi pochi, prima di andare a lavoro ci fa un salto che oramai ha fatto tardi, e tardi per tardi, meglio rifornire i sensi e l'essenza di sale, di sabbia, d'acqua infinita e vento carico di nebula salmastra.
Respiro dopo respiro s'allineano i pensieri, s'allineano nei ghirigori del fumo come perle di fiume in un filo di refe.
Aria pura, anche se sa di brodo, andato a male, intrappolato nelle pozze degli scogli, Maleodorante si! Ma mai come l'aria viziata di chi si va perdere davanti ad una vetrina, quelli che prima erano in fila e ora hanno gli sguardi vacui, senza pensieri, perchè il loro vedere cozza contro gli espositori posti a poche decine di centimetri  dal vetro antisfondamento.
Jack invece ha lo sguardo ampio e profondo fino all'orizzonte...

p.s Il mio mare [clicca] visitato anche da loro nel lontano 1989

 

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