sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


giovedì 10 febbraio 2011

Wrong whistlin' man

Incontri e telefonate.
Due donne che hanno fatto parte della vita, con cui si ha percorso qualche mese, o una coppia di anni.
Trovarne una incinta per la seconda volta, con una piccola e materna borsa di 5 mesi, e un sorriso che illumina le corsie del supermercato, facendo vergognare le consumistiche luci sul soffito e gli espositori.
Sentire la seconda, felice, intenta a cucinare, mordendosi i pensieri di quando era la sua donna, e deglutendo come conati di vomito, gli amari bilanci di quello che si è adesso.
Quante donne ti son passate vicino, quante ne hai tenute strette a te?
Quante ne hai amate? (Tutte, ma meno di una manciata fino a starne male)
Oggi è una giornata: "Bah!"
(E se fossi veramente un uomo intero me ne fregherei)

[Fischio per farmi coraggio
E inciampo dentro un buco
Sono una cattiva Madama Dorèè]



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