Nelle giornate di febbraio la metropoli si veste di un colore che è lotta tra il freddo dell'aria e il caldo di un sole che prende forza con l'avvicinarsi della bella stagione.
Un contrasto che si vive sulla pelle, e viaggia su canali combattuti da sudore e brividi.
E l'aria pulita penetra dai polmoni all'anima aumentando l'inquietudine dei sensi che ricevono l'annuncio della primavera, e il desiderio di un corpo di donna su cui spegnersi lentamente dopo la violenza di un orgasmo.
(maledetti ormoni)
sullo scrivere
Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.
mercoledì 9 febbraio 2011
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