sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


giovedì 28 luglio 2011

Angry rain

Piove cielo bastardo la manda giù a vasche da bagno e son gocce che hanno la grandezza e la forza d'impatto di un pugno inaspettato alla bocca dello stomaco quando non hai nemmeno il tempo di preparare gli addominali al colpo piove e sputi l'anima esce a fiotti verdi e acidi che di acido nella malanima ne hai sempre in quantità eccessiva e allora ben vengano questa pioggia queste gocce e questi cazzotti che fanno spazio e svuotano mentre li ricevi uno dopo l'altro inerme come una giusta punizione del cielo per qualcosa che hai fatto anzi che non hai fatto e adesso ti ritrovi tra le corde e l'angolo con le braccia sui fianchi la guardia abbassata e il mento proteso che per spirito di espiazione accelera contro il prossimo pugno in arrivo
ESPIAZIONE CHE PAROLA CAZZUTA CAZZO SI  CI VUOLE PROPRIO
Danneggiare il corpo per ammutolire l'urlo dell'anima farle male attraverso la pelle i muscoli le ossa e arrivare a scovarla in quell'anfratto segreto dove per millenni è sfuggita e magari assestarle un uppercut potente dal basso verso l'alto un uncino che la strappi via e godere del coma dell'assenza di emozioni almeno per questa notte dove anche il cielo piange rabbia


ed è tutta mia


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