sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


giovedì 16 settembre 2010

Not now

L'urgenza del ricordo sconfigge il sonno.
Meglio così in fondo deve restare sveglio e da come corrono le dita sui tasti jack ancora non si è lasciato vincere dalle ore piccole in cui tutta la metropoli è già al terzo o quarto sonno.
Accompagna la notte, sorso dopo sorso, del buon tennessee clandestinamente penetrato oltre i confini dell'ufficio.
Si dice che si beve per dimenticare, a Jack fa l'effetto contrario... ricorda.
E forse, anzi sicuramente. non dovrebbe soprattutto stanotte in cui sente forte l'assenza di lei, del suo corpo e della sua voce.
Non stanotte è la migliore per ricordarsi, gli errori, l'egoismo, e l'idea che spesso s'incontra la persona giusta nel momento sbagliato, e allora succede il patatrak.
P A T A T R A K...
A pensarlo solamente si sente chiaro in fondo al cuore che si riveste di una crepa lunga che lo percorre in tutta la sua circonferenza... dicono sia pari ad un pugno.
Lo stesso pugno che adesso gli prende stretto lo stomaco, centro nevralgico di ogni emozione, mentre un fiotto di acido gli sale su esplodendo in una nube che rapidamente gli avvolge l'anima.
P  A  T  A  T  R  A  K!
e qualcosa si rompe con il desiderio di riaggiustarlo subito
(Almeno stanotte...domani si vedrà)

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