Ci si prepara una vita all'ultima ripresa, ci si scalda, chi danzando sui piedi, chi lasciandoli ben piantati a terra.
Le braccia si muovono veloci...
JAB! UPPERCUT! DESTRO... SINISTRO... DESTRO... CHIUDI LA GUARDIA, NON LASCIARE IL FIANCO SCOPERTO... VIA DALLE CORDE, VIA DALL'ANGOLO...
e rivedi, e cerchi di prevedere tutto ciò, cercando di intuire la tattica dell'avversaria, della vita e della sua scagnozza lì all'angolo... la nera mietitrice.
Così accetti la loro sfida, sapendo che alla fine vinceranno loro, e tu puoi solo aspettarti che ti riconoscano l'onore delle armi, del buon combattimento...
lasciandoti arrivare ai punti...
Per altri lo scontro è finito ben prima delle dodici riprese, chi è caduto alla prima, chi alla sesta, qualcuno prima del gong della dodicesima...
E tu stai ancora lottando, sperando di arrivarci a quell'ultimo maledetto gong...
Subito dopo ti toglierai i guanti e da sotto il cappuccio osserverai i visi di chi è sugli spalti, pronti a salire dopo di te, e le ombre di chi sei stato spettatore...
Tutti lì ad applaudirti, a criticarti, a dare suggerimenti "del dopo" (facile così cazzo!)
Ma fino alla fine, su quel ring, sei maledettamente solo!
(e il video guardatevelo che è un capolavoro)
sullo scrivere
Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.
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