sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


martedì 29 marzo 2011

My angry world

E poi arriva l'inquietudine, nascosta in qualche angolo di queste strade bagnate dalla pioggia e dal camioncino della pulizia stradale, poco serve sorridere ad una notte anche lei sottomessa all'ora legale e ritarda di un'ora l'alba che il giorno prima t'accompagnava nel tuo breve percorso.
Torna e ti si mette a fianco, la scalatrice che avevi distaccato in discesa e ti riprende in una cazzo di salita... è un attimo!
E vivi il giorno con una smorfia di labbra contratte e uno sguardo che sembra di fiamme, e osservi e stai muto... osservi e pensi dentro di te...
MACHECAZZOAVETEDARIDERE!

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