sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


mercoledì 18 agosto 2010

thought at dinner

L'ultima sigaretta è un rifugio.
Rifugio dai bagagli da disfare che l'aspettano dietro l'uscio.
Tornare è un pò patire, per questo Jack rimane ancora una mezz'ora in ufficio, solo mentre gli altri sono a cena.
Spegne la fame con una bustina di tarallini di Putignano, almeno così dice la scritta sulla bustina, mentre il suo stomaco svela subito l'inganno con abbondanti sbotti di acido.
L'ultima sigaretta mettendo ordine nei discorsi sentiti e affermati durante il pomeriggio.
a) Si, è più riflessivo

b) É sempre più convinto che le persone scambiano troppo spesso una vera passione per un falso amore, e lui preferisce sicuramente la prima, mentre vede sempre più spesso loschi figuri che tentano di arrivare alla prima, passando per il cuore di una persona.
(quando a volte sarebbe più facile dire:
"Sai ho voglia di fotterti stanotte e anche la prossima volta che mi va... ma non chiedermi quando")
E un'offerta tanto onesta a volte è meglio accettarla



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