La vista dalla mia finestra non è delle migliori: palazzi semicircolari d'edilizia cooperativa e vasconi di calcestruzzo perennemente grigi, riempiti di natura ancora semiaddormentata, che invece va lentamente mutando al verde.
In quel piccolo mondo di tondini e cemento e terra, un albero troppo invadente è stato tagliato ed è caduto come una statua di un dittatore.
Anche le rose hanno subito la stessa ingiuste sorte, ma sono ancora lì, a spingere sempre più in alto i primi rami della stagione .
Strane queste rose, sembrano ambire all'evoluzione, a trasmutare dal loro essere arbusti a veri e propri alberi.
Salgono e sembrano inseguire; chissà cosa poi?
E niente le ferma.
Niente può il vento forte, nè la mano del giardiniere, che oramai sa che potarle significherebbe ucciderle!
Che grande vittoria per loro.
E che grande successo sarebbe per me se decidessi di esser testarde come loro...
A questo ritmo a maggio avrei pugni aperti di rose davanti alla finestra e se non cambio avrò solo quelle.
on air: Erykah Badu - Window Seat
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