sullo scrivere

Scriviamo per riportare qualcosa che abbiamo perso dentro di noi.
Come un treno uscito dai binari su qualche tratta dimenticata da dio.
Con fatica lo rimettiamo a posto, accendiamo il fuoco e aspettiamo che la caldaia entri in pressione.
Un giro di manopola e lentamente, tra mille lamenti rugginosi, le ruote rincominciano a girare. Inizialmente lente, poi sempre più velocemente, e i nostri pensieri diventano bolidi di energia pura, che affrontano binari, curve e salite di montagna.
Il fuoco è caldo, la caldaia in pressione, e come fuochisti badiamo solo a tenere in moto, in perenne accelerazione i nostri sentimenti...
fino alla prossima stazione.
Pronti a ripartire per il prossimo viaggio.


lunedì 9 gennaio 2012

roses

I toni caldi del primo meriggio, quando il sole stanco si arrende alla discesa del giorno, mi fanno accumulare pensieri in testa.
La vista dalla mia finestra non è delle migliori: palazzi semicircolari d'edilizia cooperativa e vasconi di calcestruzzo perennemente grigi, riempiti di natura ancora semiaddormentata, che invece va lentamente mutando al verde.
In quel piccolo mondo di tondini e cemento e terra, un albero troppo invadente è stato tagliato ed è caduto come una statua di un dittatore.
Anche le rose hanno subito la stessa ingiuste sorte, ma sono ancora lì, a spingere sempre più in alto i primi rami della stagione .
Strane queste rose, sembrano ambire all'evoluzione, a trasmutare dal loro essere arbusti a veri e propri alberi.
Salgono e sembrano inseguire; chissà cosa poi?
E niente le ferma.
Niente può il vento forte, nè la mano del giardiniere, che oramai sa che potarle significherebbe ucciderle!
Che grande vittoria per loro.
E che grande successo sarebbe per me se decidessi di esser testarde come loro...
A questo ritmo a maggio avrei pugni aperti di rose davanti alla finestra e se non cambio avrò solo quelle.

on air:  Erykah Badu - Window Seat


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